Uno dei temi più delicati in merito alle policy di viaggio delle varie compagnie aeree operanti sul suolo italiano – e non solo – riguarda il trasporto degli animali da compagnia. Premesso che sull’argomento ciascuna compagnia aerea possiede una propria politica e un protocollo di gestione aziendale più o meno particolareggiato, ci sono alcune regole generali di buon senso che un viaggiatore dovrebbe applicare a prescindere. Regole che andrebbero adottate al più presto come prassi dai viaggiatori, soprattutto nel caso dei voli per Londra e il resto del Regno Unito, dal momento che la Brexit ha determinato una maggiore rigidità nell’applicazione delle policy di trasporto dei pets.

Parliamo ovviamente dell’obbligo vaccinale, della presenza di un microchip e del corredo di un’adeguata documentazione veterinaria. Su questi temi, il governo britannico è da sempre particolarmente fiscale e rigoroso.

D’altronde, trattandosi ormai di uno stato extra-UE (sebbene il processo di uscita sia ancora in corso), negli ultimi mesi il Regno Unito è divenuto ancora più intransigente per quanto riguarda l’introduzione sul proprio territorio di animali provenienti da un paese straniero. Neanche cani e gatti sono esenti da tali restrizioni: in particolare i primi devono essere accompagnati da una dettagliatissima certificazione medica, dal momento che la Gran Bretagna, al contrario degli altri paesi europei, considera la Donna Wash 9047 Womenshape black Diamond Tahilatz Schwarz Timezone Slim Jeans rabbia come una malattia estinta. Certo, non siamo ai livelli pre-2012, quando l’introduzione di animali di qualsiasi tipo sul territorio britannico comportava automaticamente un periodo di Donna Schwarz Womenshape Slim Tahilatz Diamond Wash 9047 Timezone Jeans black quarantena. Tuttavia, trascurare anche solo in parte certi accorgimenti potrebbe costare caro: dal sequestro dell’animale per l’ottemperamento delle normali pratiche di profilassi sanitaria – che sistematicamente sfociano nella quarantena obbligatoria – fino al reimbarco sul primo aereo di ritorno del pet e del suo padrone.

 

PETS: di cosa si tratta

Dietro l’eloquente acronimo PETS si cela il Pet Travel Scheme, ovvero il protocollo per l’introduzione di animali domestici all’interno del territorio britannico. Tale schema, concertato e condiviso con la maggior parte degli stati europei, è aggiornato di anno in anno, in ossequio alle nuove direttive sulla sicurezza e tenendo conto delle eventuali emergenze sanitarie verificatesi in altre parti del mondo. Lo si può consultare online sul sito ufficiale del Governo Britannico.

Seguendo scrupolosamente questo vademecum, sarà possibile ottemperare a tutte le prescrizioni previste dalla legge del Regno Unito in merito alla presenza sul proprio territorio di animali provenienti da paesi stranieri. Di conseguenza, si eviterà il rischio di incorrere negli inconvenienti cui accennavamo in precedenza. In sostanza, il PETS regola i seguenti aspetti della questione.

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  • Indica i paesi dai quali è possibile importare, provvisoriamente o in maniera definitiva, degli animali, previa presentazione di adeguata documentazione. L’Italia, al pari degli altri paesi dell’UE e di stati a essa contigui – come ad esempio la Svizzera o la Norvegia –, è ovviamente inclusa nella lista.
  • Attesta le precauzioni cliniche cui l’animale deve essere stato preventivamente sottoposto. Tra queste: vaccino contro la rabbia di almeno 21 giorni antecedente al viaggio e – per i cani – trattamento antiparassitario. Inoltre, gli animali devono essere provvisti di un pet passport e/o di una certificazione veterinaria di buona salute, oltre che di regolare microchip.
  • Stabilisce le modalità di ingresso degli animali sul territorio britannico. Su questo aspetto, torneremo nel dettaglio più avanti.
  • Stabilisce dei limiti quantitativi di importazione pro capite: non più di 5 animali, a meno che questi non siano impegnati in eventi, competizioni o spettacoli.
  • Indica le modalità di ritiro dell’animale a sbarco avvenuto.
  • Definisce e illustra le modalità per l’inoltro di eventuali reclami.

Inoltre, anche se in questo le informazioni sul sito del Governo Britannico sono leggermente carenti, bisogna tenere presente che nel Regno Unito non sono ammesse le seguenti razze canine:

  • Pit Bull Terrier.
  • Tosa Inu Giapponese.
  • Dogo Argentino
  • Fila Braziliero.

 

Modalità cargo: che cos’è e cosa comporta

A differenza della maggior parte delle tratte aeree all’interno dei paesi dell’UE, sui voli per Londra non sono ammessi animali a mo’ di bagaglio a mano, neanche se debitamente chiusi in gabbie portatili omologate. Le policy delle compagnie aeree che operano sul territorio britannico sono molto rigorose in tal senso.

Pertanto, se desiderate viaggiare in compagnia del vostro cane o gatto, non avete altra scelta: smettete di consultare in rete i costi dei voli per Londra e rinunciate definitivamente all’idea di prendere l’aereo. Non vi rimane che raggiungere Calais e attraversare la Manica: via mare (in traghetto per Dover) o via terra (in auto o in treno), oppure di ricorrere a un traghetto in partenza dall’Olanda. Da Calais è anche possibile servirsi di taxi transfrontalieri adibiti al trasporto di umani con animali. Ricordate però che, a prescindere dal mezzo scelto per l’ingresso nel Regno Unito, una volta giunti sul territorio britannico voi e il vostro amico a quattro zampe dovrete comunque ottemperare a tutti gli obblighi doganali previsti dal PETS.

Se invece non avete problemi a viaggiare separati dal vostro animale, potete imbarcarlo su un aereo utilizzando la modalità cargo. Il problema è che i voli low cost non contemplano tale servizio: per usufruirne è necessario rivolgersi alle compagnie di bandiera. Nel caso dei voli per Londra, alla British Airways.

La modalità cargo è esattamente questo: la compagnia nazionale britannica assicura ospitalità a cani e gatti in vani appositamente allestiti. Compito del servizio cargo è dunque quello di assicurare un trasporto confortevole e privo di traumi a qualsiasi tipo di essere vivente imbarcato nella stiva del velivolo.

Tuttavia è consigliabile prenotare tale servizio con un cospicuo anticipo. Il rischio, infatti, è quello di trovare il vano della stiva destinato agli animali sul proprio volo già pieno: in quei casi, la compagnia aerea offre un servizio cargo su un volo separato, con un precipitato di inevitabili disagi – e spese aggiuntive – sia per l’animale che per il padrone. Per la cronaca, il costo del trasporto dell’animale può variare a seconda della taglia, da poco più di cento euro fino a oltre un migliaio.

Unica eccezione: i cani guida per non vedenti o di assistenza per passeggeri affetti da specifiche patologie (disabilità fisiche o psichiatriche). In questi casi, gli animali sono ammessi gratuitamente negli abitacoli per passeggeri dei voli British Airways, e trovano posto anche a bordo degli aerei EasyJet e Ryana


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